Sonata a sette per aria e acqua
Pietro Fogliati
1990 - alpacca, acqua, aria, legno

La presenza di un antico rubinetto di ottone e un piccolo lavello in marmo bianco hanno motivato la scelta da parte dell'artista di questa stanza al terzo piano della villa e preannunciano il tema dell'acqua, vero protagonista della Sonata.
Il pavimento è quasi interamente occupato da una pedana, di forma irregolare, dipinta di grigio proprio come gli "strumenti" che vi sono appoggiati sopra. Il "conduttore" è un robot-compressore (progettato e costruito dall'artista) che soffia aria in piccoli tubi collegati, sotto la piattaforma, agli strumenti in alpacca contenenti differenti livelli d'acqua. La musica che producono è data dal gorgoglio che fuoriesce dai sette pezzi (primo violino, secondo violino, arpa, contrabbasso, violoncello, viola e flauto), regolato con grande maestria dal conduttore.
Precisi meccanismi automatici, messi in azione mediante il commando elettrico sulla parete, definiscono le fasi del concerto: si comincia con gli accordi degli strumenti,  segue una pausa durante la quale luce si abbassa, poi inizia il concerto. Tra le numerose variazioni di suono create, sono ben distinguibili le pause, i crescendi e altre strutture musicali tradizionali. Alla fine, dopo un lungo decrescendo, il cadere delle ultime poetiche gocce scandisce il tempo della musica che si perde nello spazio. Così la musica termina e, come per incanto, la luce si riaccende per decretare la conclusione dell'evento.

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